Esempi

Discorso per la fondazione di un’associazione: esempi e analisi

Due esempi di discorsi per fondare un’associazione: uno per l’assemblea costitutiva e uno per la festa inaugurale. Con analisi e consigli pratici.

Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026

Due discorsi completi per la fondazione di un’associazione: uno per l’assemblea costitutiva, in cui si vota ancora, e uno per la prima festa, quando l’associazione è già registrata. I nomi sono di fantasia, ma le situazioni sono reali. Dopo ogni discorso trovi l’analisi del perché funziona. La struttura dettagliata è spiegata nella pagina Discorso per la fondazione di un’associazione.

Esempio 1: La presidente fondatrice durante l’assemblea costitutiva

Situazione: Assemblea costitutiva di un’associazione di sostegno per una scuola elementare, aula magna, 23 presenti, subito prima della discussione sullo statuto. 5 minuti.

Cari genitori, cari insegnanti, cara signora Berger,

a novembre ero nel corridoio davanti alla biblioteca scolastica con altre due mamme. Chiusa, scaffali mezzi vuoti, un foglio sulla porta: “Chiuso fino a data da destinarsi”. Il comune aveva tagliato i fondi e in segreteria nessuno poteva farci nulla. Quel pomeriggio è nata l’idea di questa serata.

Oggi qui ci sono 23 persone che vogliono cambiare le cose. Stiamo fondando l’associazione di sostegno della scuola elementare Astrid Lindgren.

Quello che vogliamo fare è concreto. Primo: la biblioteca riapre, con volontari per la lettura due mattine a settimana. Secondo: nessun bambino dovrà rinunciare alla gita scolastica per mancanza di fondi; creeremo un fondo riservato, senza burocrazia e in totale riservatezza. Terzo: il cortile della scuola avrà nuovi giochi entro il 2028. Tutto questo costa circa 9.000 euro l’anno. È fattibile: l’associazione della scuola vicina gestisce un progetto simile con 70 soci.

Abbiamo già ottenuto dei risultati. La direzione scolastica è con noi, grazie, signora Berger. La libreria Petersen donerà la base per la biblioteca. E 41 famiglie hanno già firmato durante la festa scolastica per diventare soci, a partire da tre euro al mese.

Il passo verso la costituzione formale ha un motivo pratico: un’associazione riconosciuta può emettere ricevute per le donazioni, gestire un conto corrente ed essere un interlocutore autorevole per il comune. È esattamente dove il nostro gruppo informale di genitori si è bloccato per tre anni.

Tra poco discuteremo lo statuto, la bozza è sulle vostre sedie, poi eleggeremo il consiglio direttivo. Per la cassa cerchiamo ancora qualcuno; richiede, secondo una stima onesta, due ore al mese. Se oggi raccogliamo sette firme, la biblioteca aprirà a gennaio.

Iniziamo.

Perché questo discorso funziona: L’esordio è una scena precisa con data e luogo, la biblioteca chiusa, che giustifica l’intera serata. Gli obiettivi sono numerati e accompagnati da cifre: due mattine, 2028, 9.000 euro. Le conferme (direzione, libreria, 41 firme) dimostrano che non si tratta di sogni. La parte legale rimane breve ma spiega perché la forma giuridica fa la differenza. La chiusura lega la votazione a una scadenza concreta: la biblioteca a gennaio. L’onestà riguardo all’impegno per la cassa abbassa la soglia di resistenza per l’elezione che segue.

Esempio 2: Il co-fondatore alla prima festa dell’associazione

Situazione: Prima festa estiva dell’associazione culturale fondata in primavera, cortile della vecchia officina, circa 80 ospiti, l’associazione ha quattro mesi di vita. 4 minuti.

Cari ospiti, cari soci, cari curiosi,

quattro mesi fa eravamo in nove nella cucina di Ulla a fondare un’associazione. Oggi ci sono oltre 80 persone nel cortile della vecchia officina. A dire il vero, nessuno di noi nove se lo aspettava.

Brevemente per chi è nuovo: la vecchia officina è rimasta vuota per sei anni. Il comune voleva vendere, un investitore progettava appartamenti. Noi volevamo un luogo dove nel paese potesse succedere di nuovo qualcosa. A marzo abbiamo fondato l’associazione culturale “Vecchia Officina”, ad aprile abbiamo firmato il contratto di utilizzo con il comune: dieci anni, affitto simbolico, in cambio noi ci occupiamo della manutenzione.

Da allora è successo più di quanto fosse scritto nel verbale di fondazione. Da 9 soci siamo diventati 67. Il laboratorio è stato sgomberato, 14 container di macerie. L’impianto elettrico è nuovo, grazie all’elettricista Funke che ci ha fatto il prezzo di costo per i materiali. E se oggi siete seduti su queste panchine, è merito del laboratorio di falegnameria dell’istituto comprensivo che le ha costruite.

Cosa ci aspetta: da settembre ogni due venerdì ci sarà il cinema, a ottobre il primo concerto, in inverno il laboratorio del legno aprirà a tutti. Il programma è appeso all’ingresso, i moduli di adesione sono lì accanto. Quindici euro l’anno e da quel momento potrete dire: la “Officina” siamo noi.

Un ringraziamento: al comune per la fiducia, a Ulla per la cucina dove tutto è iniziato e a voi per essere qui. La festa è aperta. La torta è stata preparata dai nostri soci, il ricavato andrà per il riscaldamento. Alla vecchia officina!

Perché questo discorso funziona: Il contrasto tra la cucina di Ulla e gli 80 ospiti racconta il successo della fondazione in due frasi. Il flashback coinvolge i nuovi arrivati senza annoiare i soci, perché rimane breve e contiene la notizia importante del contratto di utilizzo. Il progresso è espresso in numeri: 67 soci, 14 container, impianto elettrico a prezzo di costo. Il futuro è presentato con date certe invece che con intenzioni vaghe. L’invito a iscriversi è concreto, fino al prezzo e al luogo dove trovare i moduli, inserito in una frase che invita all’appartenenza.

Il modello dietro entrambi i discorsi

Entrambi i discorsi iniziano con una scena, documentano lo stato dei fatti con i numeri e terminano con una richiesta concreta: approvare lo statuto o compilare il modulo. La differenza sta nel momento. Prima della fondazione, il discorso cerca firme; dopo la fondazione, cerca soci e fiducia. Come costruire la tua versione è spiegato nella guida Discorso per la fondazione di un’associazione; eloqole scrive entrambe le varianti partendo dagli stessi dati.

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